Torino – Il laboratorio più grande contro la fuga dalla scuola

Si evidenzia un articolo, a cura di Francesco Antonioni, proveniente da “La Repubblica”, in data mercoledi 13 febbraio, sul progetto “Provaci ancora, Sam”, Torino il più grande laboratorio italiano per la lotta alla dispersione scolastica:

Vede alleati sul fronte quasi duemila docenti e 700 educatori con l’adesione di 350 classi tra scuole primarie e secondarie.

«Investire in istruzione significa salvaguardare dei punti di Pil, vuol dire tenere in competitività, specie in una epoca di inverno demografico. E non subire i costi di mancata coesione sociale significa preservare preziosi punti di Pil»: parola di Marco Rossi Doria, maestro, saggista, già sottosegretario all’Istruzione (nei governi Monti e Letta) e ora referente scientifico di «Provaci ancora, Sam!» (Pas).

I partner del progetto – nato nel 1989 e frutto di una sinergia tra Città di Torino, Ufficio scolastico regionale, Compagnia di San Paolo, Ufficio Pio e Fondazione per la scuola – hanno convocato oggi e domani studiosi ed esperti italiani ed europei al Collegio Carlo Alberto agli Stati generali contro la dispersione scolastica.

«Il Sam ci prova sempre!»: seminari, dibattiti e workshop per tentare un check-point della situazione. Il Pas, negli ultimi trent’anni, ha presso in carico la situazione problematica di oltre 12mila ragazzi e ragazze.

Marco Rossi Doria, napoletano, classe 1954, ha coordinato la cabina di regia del Miur per la lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa che l’anno scorso ha redatto un report approfondito. Insiste:

«Adoperarsi contro l’abbandono scolastico, consente di creare modelli innovativi di insegnamento in generale, perché siano più inclusivi e in grado di ottenere migliori risultati, con benefici per tutti».

“Provaci ancora, Sam!” è organizzato in due cicli di interventi: nella fascia di età dalla quarta elementare alla terza media e con gli “over 14” che hanno interrotto il percorso.

«Ogni anno – spiega ancora Rossi Doria – una cinquantina di ragazzi pluri-ripetenti sono seguiti a gruppi da quattro insegnanti individuati dall’Ufficio scolastico regionale con l’obiettivo di ottenere la licenza media.due cicli di interventi. Vengono affiancati da 12 operatori attivi in onlus e oratori».

Nei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia) il progetto si rivolge ai minori di 16-18 anni di recente immigrazione. Si insegnano le competenze tradizionali, ma anche quelle che riguardano la “cittadinanza”: spirito di iniziativa e imprenditorialità, espressione culturale, conoscenze digitali.

Il tutto con “patti formativi” che cercano di coinvolgere le famiglie con diverse attività. Sono i motivi per cui gli enti partner di Pas hanno deciso di stipulare un nuovo Protocollo d’intesa per la triennalità 2018-2020 (soltanto dalla Compagnia di San Paolo e dal suo ente strumentale arriveranno 800mila euro l’anno). Qualche dato. Nell’ultimo anno di sperimentazione (2017-2018) Pas si è concentrato su 135 classi del Torinese, con un aumento del 28% degli stranieri (la cui percentuale di presenza si è attestata al 34% – 967 studenti – contro il 32% del 2016-2017). Crescono gli allievi Nai (“neo arrivati” in Italia): sono stati 108 (+35% sull’anno precedente).

L’affiancamento progettuale non dispensa dalla bocciatura, ma rallenta l’abbandono nelle classi Pas (-40% dal 2015-2016 al 2017-2018). C’è bisogno di sinergia: nell’esperienza Sam si rivelano efficaci le contaminazioni tra discipline, professioni e modelli innovativi. L’Italia, e Torino, con un tasso del 13,8% di coloro che abbandonano precocemente gli studi (dato 2016 contro il 20,8% del 2006) fa ben sperare per il raggiungimento dell’obiettivo Europa 2020 (fissato al 10%). Ma esistono ancora molte (troppe) differenze tra nord e sud del Paese, tra centro e periferia delle città.

Francesco Antonioli

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