Project Description

Sintesi del progetto

Il progetto “San Salvario House – Un angolo a colori in San Salvario … profumi e sapori di casa” nasce attraverso un bando della Compagnia di San Paolo – Programma Housing, al quale ha partecipato la parrocchia Santi Pietro e Paolo di Torino; grazie anche al sostegno della CEI – Conferenza Episcopale Italiana – e di Fondazione Magnetto, che hanno reso possibile l’avviamento dei lavori.

“San Salvario House” prevede il recupero e restauro della casa canonica della Parrocchia Santi Pietro e Paolo, situata in via Saluzzo nel quartiere di San Salvario, a pochi passi dal centro della città di Torino. La zona è caratterizzata da un tessuto sociale e culturale molto vario, fonte di contatto e arricchimento reciproco tra culture diverse, oltre ad essere nota soprattutto per la movida notturna che in essa si svolge.

Il Social Housing nasce dalla volontà di dar vita ad uno spazio in cui giovani italiani e stranieri tra i 18 e i 39 , studenti, lavoratori e neo maggiorenni usciti da percorsi di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, possano sperimentare la vita “di convivenza”, acquisendo maggiore autonomia nella gestione di uno spazio “di casa”, e (con l’aiuto di figure qualificate) acquisire tutte le condizioni necessarie per far si che ogni giovane ospite possa rendersi autonomo per una vita all’interno della società.

Il senso “comunitario” nasce attraverso una modalità di confronto in piccoli gruppi. Tale metodo di lavoro permette ai destinatari, ospiti dell’housing, da un lato di acquisire una maggiore capacità di collaborazione nell’affrontare le sfide di un ambiente domestico condiviso, dall’altro di essere protagonisti della propria maturazione personale all’interno della società.

ENTI COINVOLTI

Parrocchia Santi Pietro e Paolo

Istituto San Giovanni Evangelista

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Specifiche del progetto

Gli obiettivi del progetto sono:

  • valorizzare uno spazio oggi in disuso, riadattandone la configurazione per rispondere a nuove esigenze;
  • sensibilizzare la comunità locale sull’accoglienza dei giovani migranti e generare attività aperte;
  • proseguire il percorso migratorio e di autonomia per i MSNA neo maggiorenni;
  • aiutare i giovani a vivere una vita comunitaria in un clima di “casa”;
  • rendere autonomi i giovani all’interno della società.

I beneficiari del progetto sono giovani italiani e stranieri, studenti universitari, lavoratori ed in particolare neo-maggiorenni che, con il compimento della maggiore età, non potrebbero più proseguire il percorso educativo nelle strutture di accoglienza presso le quali hanno soggiornato da minorenni.

L’ housing è situato all’interno di un edificio integralmente ristrutturato, che un tempo costituiva la canonica della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.
La struttura offre agli ospiti sistemazioni in camere singole, doppie o triple secondo la disponibilità del momento con relativi servizi igienici; per un totale di 14 posti letto.

All’interno della struttura vi sono inoltre numerosi spazi comuni volti a creare un vero e proprio ambiente domestico: la cucina e l’annessa sala da pranzo, la sala studio, la lavanderia, la sala Tv e il terrazzo. È garantito agli ospiti inoltre l’accesso a internet.

L’obiettivo del progetto è quello di favorire la creazione all’interno del social housing – “San Salvario house” un clima di collaborazione reciproca e conviviale nella gestione degli ambienti “di casa”, privati e comuni. E proprio come in una casa così anche nell’housing, ognuno è tenuto a fare la propria parte, al fine di costruire uno spazio sereno e quotidiano di convivenza.

In tale ottica sono organizzati turni di servizio per la pulizia e il riassetto delle aree comuni. A ogni ospite spetta il riordino quotidiano della propria camera nel rispetto della vita comunitaria. Il tutto è volto a realizzare un clima di “casa” dove ognuno svolge il proprio “compito” per sé e per gli altri, al fine di garantire una convivenza piacevole e costruttiva.

In linea con lo spirito del progetto, agli ospiti è richiesto un impegno pari a 5 ore settimanali suddivise tra “turni di servizio” per la pulizia della casa, come si è detto in precedenza, e attività di volontariato.

Il volontariato è un’occasione data ai ragazzi ospiti per entrare in contatto con il tessuto sociale cittadino e, più in particolare, con quello del quartiere, tenendo conto delle sensibilità e attitudini di ciascuno. Per favorire quest’ultimo aspetto, le attività di volontariato proposte spaziano dall’ambito sportivo a quello della raccolta di alimenti nel contesto dei banchi alimentari.

Infine, con particolare riferimento agli ospiti che necessitino di un sostegno nella ricerca lavorativa e di una sistemazione successiva al periodo trascorso all’interno dell’housing, è previsto un aiuto personalizzato e modellato sulle esigenze del singolo, al fine di facilitarne l’ingresso nel contesto sociale cittadino e garantirgli così una maggiore autonomia. Con riguardo a questo ultimo aspetto, è importante ricordare che la sistemazione all’interno dell’housing sociale ricopre una durata massima di diciotto mesi, alla scadenza dei quali il ragazzo è tenuto a trovare una sistemazione abitativa autonoma. Di conseguenza risulta fondamentale curare, sin dal momento iniziale della convivenza, la cosiddetta fase “di sgancio” ovvero predisporre nel migliore modo possibile tutte le condizioni necessarie per far acquisire al giovane ospite l’autonomia di una vita all’interno società.

Tutto questo sarà concretizzato nell’assistenza e nel monitoraggio costante da parte di figure qualificate, quale il coordinatore educativo, che opereranno “a fianco” degli ospiti per tutta la durata della permanenza presso “San Salvario House”.

Uno dei punti forti del progetto di social housing “Un angolo a colori in San Salvario … profumi e sapori di casa” è costituito dalla co-progettazione, consistente nel coinvolgere attivamente il più possibile gli ospiti tanto nelle attività inerenti l’housing in senso stretto, quanto nella più ampia ricerca di una matura autonomia. La progettazione combinata è intesa non solo in un senso “dualistico” ovvero solo tra il singolo ospite e il coordinatore educativo, ma altresì in un senso “comunitario”, ovvero attraverso una modalità di confronto in piccoli gruppi.

In conclusione, tale metodo di lavoro permette ai destinatari, ospiti dell’housing, da un lato di acquisire una maggiore capacità di collaborazione nell’affrontare le sfide di un ambiente domestico condiviso, dall’altro di essere protagonisti della propria maturazione personale all’interno della società.

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